Tradizioni / Storia


Per le genti d'Abruzzo la ritualità e la sacralità di onorare l'ospite a tavola ha radici antichissime. Nasce così in secoli tumultuosi e precari, soprattutto a partire dal '500-'600, il rito della panarda.  L'etimologia della parola è incerta così come la portata del suo reale significato. Per cui, di volta in volta, si attribuisce alla Panarda significato di ex voto oppure di tradizionale celebrazione di ricorrenze religiose o meno, in alcuni casi assume la portata di un momento di generosità verso il popolo oppure di strumento per manifestare la propria grandezza fino, a detta dei più cinici, a rispondere alla semplice necessità di vuotare le stie in vista del nuovo raccolto.  In ogni caso, quale che sia il motivo che riunisca l'alto conviviale, decine sono le pietanze preparate in onore degli ospiti, mai meno di venti, i quali non potevano esimersi dal favorire ogni singola portata, pena l'irrimediabile grave offesa al padrone di casa.  Si narra che in passato, specie in quei casi in cui la cerimonia aveva carattere civile, esistesse la figura del “guardino della panarda” che, armato di schioppo, impediva agli ospiti di lasciare a metà l’impresa, così come si racconta che colpi di cannone venissero sparati ad ogni portata affinché tutti si potessero rendere conto della solennità e della abbondanza del banchetto.

Fonti - Emiliano Giancristofaro e Franco Cercone, prolusione in occasione del Convegno sulla Panarda, tenutosi il 25 novembre 1994 a Villa Santa Maria di Chieti, presso l’Istituto professionale alberghiero.